VALUTAZIONE RISCHIO CHIMICO 2018

IL METODO MOVARISCH RISCHIO CHIMICO PER LA SALUTE


In  alternativa  alla  misurazione  dell’agente  chimico  è  possibile,  e  largamente praticato, l’uso di sistemi di valutazione del rischio basati su relazioni matematiche (o su modelli grafici) denominati algoritmi (letteralmente: procedure di calcolo).
 
Gli algoritmi (o i modelli) sono procedure che assegnano un valore numerico ad una serie  di  fattori  o  parametri  che  intervengono  nella  determinazione  del  rischio pesando, per ognuno di essi in modo diverso, l’importanza assoluta e reciproca sul risultato valutativo finale.
 
Ovviamente un algoritmo (o un modello) risulta tanto più efficiente quanto più i fattori individuati e il loro “peso” sono pertinenti alla tipologia di rischio trattato.
 
I fattori individuati vengono quindi inseriti in una relazione matematica semplice (o in un modello grafico) la quale fornisce un indice numerico che assegna, non tanto un valore assoluto del rischio, quanto permette di inserire il valore trovato in una "scala numerica del rischio" individuando, per la situazione analizzata una graduazione dell’importanza del valore dell’indice calcolato.
 
Assume quindi importanza nella costruzione di un algoritmo:
 
   l’individuazione puntuale dei parametri che determinano il rischio;
 
   l’individuazione del “peso” dei fattori di compensazione nei confronti del rischio;
   l’individuazione della relazione numerica che lega i parametri fra di loro (fattori additivi, moltiplicativi, esponenziali, … );
   l’individuazione della  scala  dei  valori  dell’indice  in  relazione  al  rischio  (per esempio: molto basso, basso, medio, medio-alto, alto …. ).
 
 
Il  modello proposto è  una modalità di  analisi che consente di  effettuare la valutazione del rischio secondo quanto previsto dall’articolo 223 comma 1. del D.Lgs. 81/08 (Titolo IX Capo I “Protezione da agenti chimici”): nel modello è infatti prevista l’identificazione e il peso da assegnare ai parametri indicati dall’articolo di legge e dai quali non è possibile prescindere.
 
Il modello individua un percorso semplice, il più semplice possibile, per effettuare la valutazione del rischio da parte delle piccole imprese Artigiane, Industriali, del Commercio e dei Servizi senza dover accedere, almeno in questa fase, a valutazioni con misurazione dell’agente chimico.
 
Infine, il modello va inteso come un percorso di “facilitazione” atto a consentire, alle piccole e medie imprese, la classificazione al di sopra o al di sotto della soglia del rischio IRRILEVANTE PER SALUTE.
 

Occorre  ribadire  che  le  misure  di  prevenzione  e  protezione  di  carattere generale, quali quelle previste dall’Allegato IV D.Lgs.81/08 Punti 2. (Presenza nei luoghi di lavoro di agenti nocivi), 3. (Vasche, Canalizzazioni, Tubazioni, Serbatoi, Recipienti, Silos)    e  4.  (Misure  contro  l’incendio e  l’esplosione) e dall’articolo 224 comma 1. del D.Lgs.81/08, devono essere adottate prima di eseguire la valutazione del rischio.

Il modello per la valutazione del rischio derivante da esposizione ad agenti chimici pericolosi

Il pericolo P rappresenta l’indice di pericolosità intrinseca di una sostanza o di una miscela che nell’applicazione di questo modello viene identificato con le frasi o indicazioni di pericolo H che sono utilizzate nella classificazione secondo i criteri dell’Allegato I del Regolamento (CE) 1272/2008 e successive modificazioni (Regolamento CLP).
 
Ad ogni Hazard Statement (Frase o Codice di pericolo H) è stato assegnato un punteggio (score) tenendo conto del significato delle disposizioni relative alla classificazione e all’etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose di cui all’Allegato I del Regolamento (CE) 1272/2008 e successive modificazioni.
 
Il pericolo P rappresenta quindi la potenziale pericolosità di una sostanza indipendentemente dai livelli a cui le persone sono esposte (pericolosità intrinseca).
 
L’esposizione E rappresenta il livello di esposizione dei soggetti nella specifica attività lavorativa.
 
Il rischio R, determinato secondo questo modello, tiene conto dei parametri di cui
all’articolo 223 comma 1 del D.Lgs. 81/08:
 
Per il pericolo P sono tenuti in considerazione le proprietà pericolose e l’assegnazione di un valore limite professionale, mediante il punteggio assegnato;
 
Per l’esposizione E si sono presi in considerazione: tipo, durata dell’esposizione, le modalità con cui avviene l’esposizione, le quantità in uso, gli effetti delle misure preventive e protettive adottate.
 
Il rischio R, in questo modello, può essere calcolato separatamente per esposizioni inalatorie e per esposizioni cutanee:

Nel caso in cui per un agente chimico pericoloso siano previste contemporaneamente entrambe le vie di assorbimento il rischio R cumulativo (Rcum).

Si precisa che fra le proprietà tossicologiche valutate non vi sono le proprietà cancerogene e/o mutagene, le quali vengono considerate esclusivamente nel Titolo IX Capo II D.Lgs.81/08; infatti, giuridicamente, per gli agenti cancerogeni e/o mutageni non è possibile individuare una soglia del rischio al di sotto della quale il rischio risulta IRRILEVANTE PER LA SALUTE.
 
Inoltre si ribadisce che, per gli agenti cancerogeni e/o mutageni, quando si parla di valutazione del rischio in realtà ci si riferisce sempre ad una valutazione dell’esposizione.

Modalità per la valutazione della pericolosità intrinseca per la salute di un agente chimico.

Il metodo per l’individuazione di un indice di pericolo P si basa sul significato delle disposizioni relative alla classificazione delle sostanze e delle miscele pericolose di cui all’Allegato I del Regolamento (CE) 1272/2008 e successive modificazioni.

La classificazione dei pericoli per la salute, sia essa armonizzata che in auto- clasificazione, tende ad identificare tutte le proprietà tossicologiche delle sostanze e delle miscele che possono presentare un pericolo all’atto della normale manipolazione o utilizzazione.

I pericoli intrinseci delle sostanze e delle miscele pericolose sono segnalati in indicazioni di pericolo tipo (Frasi o Codici di indicazione di pericolo H).

Queste frasi H sono riportate nell’etichettatura di pericolo e nella scheda dati di sicurezza, quest’ultima, compilata attualmente secondo i dettati del Regolamento (UE) n.453/2010 che ha recato modifiche all’Allegato II del Regolamento (CE) n.1907/2006 concernente le disposizioni sulle schede di dati di sicurezza.

Mediante l’assegnazione di un valore alla frase di pericolo (Frase H) attribuito alla proprietà più pericolosa e di conseguenza alla classificazione più pericolosa è possibile avere a disposizione un indice numerico (score) di pericolo per ogni agente chimico pericoloso impiegato.

La scelta dello score più elevato dell’agente chimico pericoloso impiegato moltiplicato per l’indice d’esposizione fornisce la possibilità di valutare il rischio chimico per ogni lavoratore esposto ad agenti chimici pericolosi in qualsiasi circostanza lavorativa.
E’ evidente che il risultato dell’applicazione risente dei limiti propri dei criteri di classificazione.

La determinazione dello score di pericolo è effettuata in maniera pesata in funzione della graduatoria di pericolosità assegnata alle singole classi di pericolo per la salute ed ai criteri per la scelta dei pittogrammi, delle avvertenze e della scelta delle frasi indicanti i pericoli relativi alle proprietà tossicologiche degli agenti chimici pericolosi in relazione alle vie d’esposizioni più rilevanti per il lavoratore sul luogo di lavoro (Via d’assorbimento per via inalatoria > Via d’assorbimento per via cutanea/mucose > Via d’assorbimento per via ingestiva).
Pertanto il modello nel suo complesso fa riferimento sia alle caratteristiche intrinseche di pericolosità degli agenti chimici che alle concrete situazioni d’uso, in quanto l’obiettivo del metodo è quello di valutare il rischio chimico per la salute.

La pericolosità intrinseca di un’agente chimico pericoloso è una sua caratteristica invariabile, indipendente dalle condizioni in cui viene utilizzata; le condizioni d’uso vengono infatti a determinare il rischio reale, esprimibile come il prodotto tra pericolosità intrinseca e grado di esposizione dei lavoratori.

Si ribadisce che il grado d’esposizione dipende da molti fattori quali la quantità dell’agente chimico impiegato o prodotto, dalle modalità d’impiego e dalla frequenza dell’esposizione, cioè dal tipo di impianto di processo, dalle misure di prevenzione e protezione adottate, dalla mansione, ecc...

La pericolosità intrinseca degli agenti chimici si può esprimere solo in una scala di valori relativi e pertanto per valutare la pericolosità degli agenti chimici immessi sul mercato o presenti nel luogo di lavoro ci si deve dotare innanzitutto di un metro di misura.

L’ordinamento dei vari agenti chimici in funzione della loro pericolosità intrinseca, secondo una scala almeno semiquantitativa, è di evidente utilità pratica; una tale scala può essere creata attribuendo a certe proprietà delle sostanze degli opportuni coefficienti.

Nella scelta delle proprietà da indicizzare e nella ponderazione dei relativi coefficienti si introduce un inevitabile grado di arbitrarietà, ma applicando lo stesso sistema ai diversi agenti chimici, si ottiene una graduazione comparativa uniforme.

Il risultato numerico ottenuto applicando un metodo indicizzato può essere considerato solo per l’ordine di grandezza che esprime.

Inoltre è opportuno precisare che i metodi di questo tipo non si prestano per apprezzare modeste differenze di rischio e pertanto un certo grado d’incertezza è sempre accompagnato dall’uso di questi metodi di valutazione.

Nel presente caso tali incertezze vengono evidenziate maggiormente qualora si sia in prossimità della soglia che viene stabilita dall’estensore relativa al rischio chimico IRRILEVANTE PER SALUTE.

Un altro aspetto di estrema rilevanza per una corretta graduazione del pericolo è relativo al fatto che i criteri di classificazione ed etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose di cui all’Allegato I del Regolamento (CE) 1272/2008 e successive modificazioni, si basano sul principio che gli effetti a lungo termine (ad es.classe di pericolo del Tossico per la riproduzione), allergenici subacuti o cronici (ad es. categoria di pericolo dei Sensibilizzanti) siano più rigorosi ed importanti rispetto agli effetti acuti.

L’indice numerico che stabilisce la graduazione del pericolo deve tenere conto di questo principio di carattere generale.
Non si deve tuttavia dimenticare che questo principio di priorità tossicologica degli effetti a lungo termine rispetto a quelli acuti è stata in parte modificata sulla base dei principi generali per la classificazione e l’etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose di cui all’Allegato I del Regolamento (CE) 1272/2008 e successive modificazioni rispetto a quanto veniva descritto nelle Direttive 67/58/CEE e 1999/45/CE e s.m.i..
Infatti secondo il nuovo Regolamento CLP tutte le classi di pericolo (in parte corrispondenti alle categorie di pericolo della Direttiva 67/58/CEE) hanno un significato specifico e pertanto tutti gli effetti tossicologici hanno un loro rilievo specifico ed autonomo.

In ogni caso anche con questi cambiamenti relativi al principio classificatorio delle sostanze e delle miscele la graduazione del pericolo dovrà tenere conto anche del significato delle diverse classi di pericolo in relazione ai metodi utilizzati per la determinazione delle proprietà tossicologiche e dell’effettiva pericolosità per l’uomo (lavoratore) dell’agente chimico.

E’ per questo motivo che diversamente rispetto alla vecchie direttive citate le sostanze tossiche per gli effetti acuti di categoria 1 o 2 avranno estrema rilevanza per gli aspetti relativi ai rischi per la sicurezza, in quanto comportanti una possibile intossicazione (infortunio) rispetto al rischio per la salute (sviluppo di allergie) proveniente dall’esposizione dei lavoratori alle sostanze sensibilizzanti per via inalatoria che potranno essere in grado di produrre una malattia professionale specifica. Con il Regolamento CLP anche i pittogrammi della tossicità acuta rispetto alla tossicità a medio e lungo termine hanno significati completamente diversi.

Il pittogramma del teschio a tibie incrociate nero in campo bianco contenuto in una losanga regolare con i bordi rossi, tipico di sostanze che producono intossicazioni e infortuni mortali, ha un significato chiaramente diverso rispetto al pittogramma “dell’uomo che si ammala o dell’uomo che implode” nero in campo bianco, tipico di sostanze pericolose che possono produrre malattie professionali, anche mortali.
Infatti nelle ormai vecchie direttive il simbolo di pericolo del teschio con tibie incrociate nero in campo giallo-arancione e indicazioni di pericolo del Tossico, si confondeva con il significato del simbolo di pericolo relativo alle sostanze tossiche per la riproduzione, aventi lo stesso simbolo e perfettamente sovrapponibile a quello delle sostanze pericolose per gli effetti tossici acuti .

Un altro esempio di graduazione del pericolo si può fare considerando solo gli effetti acuti secondo il CLP: le sostanze tossiche di categoria 1 saranno più pericolose in sequenza delle sostanze tossiche di categoria 2, 3 e 4 sulla base dei risultati di tossicità acuta espressa attraverso le DL50 per via orale e cutanea e CL50 per via inalatoria.

Scelta delle proprietà tossicologiche da indicizzare

Nell’indicizzazione delle proprietà intrinseche tossicologiche si è considerato che le proprietà tossicologiche hanno un significato primario nella valutazione dei rischi degli agenti chimici per l’uomo.

Attribuzione dei coefficienti (score)

Come è stato suindicato le proprietà tossicologiche di un agente chimico vengono desunte dalla classificazione armonizzata o all’autoclassificazione delle sostanze e dei miscele (Frasi H).
In assenza di classificazione armonizzata, poiché coloro che immettono sul mercato sostanze tal quali o contenute in miscele o in articoli, possono procedere nella realtà, ad auto-classificazioni differenti, sarebbe cautelativo utilizzare la classificazione provvisoria adottata da fornitori di prodotti chimici che prevede lo score P più alto.

Le modifiche riguardano sostanzialmente le attribuzioni dei punteggi di pericolo, anche in relazione alla presenza di TLV e componenti pericolosi e al Regolamento (UE) n.830/2015 che ha recato modifiche Regolamento (UE) n.453/2010 e di conseguenza all’Allegato II del Regolamento (CE) n.1907/2006 concernente le disposizioni sulle schede di dati di sicurezza.

I coefficienti (score) attribuiti alle proprietà intrinseche degli agenti chimici sono riportati nelle Tabella allegata.

Nell’attribuzione dei punteggi alle indicazioni di pericolo H riferite alle proprietà tossicologiche si è valutato essenzialmente l’entità delle manifestazioni cliniche indicate come criteri nel Regolamento CLP.

In considerazione della bassa probabilità di accadimento, si è scelto di dare un punteggio abbastanza basso, ma non nullo, nei riguardi della valutazione della pericolosità intrinseca nel caso di effetti dovuti ad ingestione.

Se un agente chimico esplica la sua pericolosità esclusivamente per ingestione si ritiene che negli ambienti di lavoro il rischio legato a questa via di assorbimento possa essere eliminato alla radice, adottando corrette misure igieniche e comportamentali; quindi si è ritenuto di non considerare in questo modello il rischio per ingestione, pur mantenendo i relativi valori degli score all’interno della tabella.

Si è poi assunto una disuguaglianza tra le altre vie di introduzione (cutanea e inalatoria) attribuendo un “peso” maggiore alla via inalatoria rispetto a quella cutanea e si è fatto in modo che per ciascun effetto relativo ad ogni categoria fosse diversificato all’interno di ogni classe di pericolo.

Alle indicazioni di pericolo codificate in H370 (Provoca danni agli organi/organo specifico per esposizione singola), H371 (Può provocare danni agli organi/organo specifico per esposizione singola), H372 (Provoca danni agli organi/organo specifico per esposizione ripetuta) e H373 (Può provocare danni agli organi/organo specifico per esposizione ripetuta) si è ritenuto opportuno attribuire un peso molto elevato, proprio perché le relative classi di pericolo rappresentano una novità degna di attenzione ai fini di tutela della salute per un effetto tossicologico irreversibile dopo un’unica esposizione o dopo un’esposizione ripetuta, anche se sono indicazioni di pericolo relative ad un effetto irreversibile comunque diverso rispetto agli effetti canonici a breve e lungo termine.

Nella tabella allegata è stato attribuito un punteggio anche alle miscele non classificate pericolose per la salute, ma che contengono almeno una sostanza pericolosa in concentrazione individuale > all’1% in peso rispetto al peso della miscela non gassosa, o > allo 0,2 % in volume rispetto al volume della miscela gassosa o contenenti una sostanza per la quale esistono valori limite europei di esposizione professionale, cioè in riferimento a quelle miscele di cui è possibile accedere alla scheda dati di sicurezza (SDS) compilata attualmente secondo i dettati del Regolamento (UE) n.453/2010, che ha recato modifiche all’Allegato II del Regolamento (CE) n.1907/2006, al fine della conoscenza della composizione degli

ingredienti della miscela. Si sottolinea che dal 2015 si potrà ottenere una SDS anche per miscele contenenti sostanze appartenenti a talune categorie di pericolo, come i cancerogeni di categoria 2, sensibilizzanti per la pelle e per le vie respiratorie, i tossici per la riproduzione di categoria 2, ecc.. e contenute in concentrazione 0,1%. E’ stato attribuito un punteggio anche per quelle sostanze non classificate pericolose in maniera armonizzata, ma alle quali è stato assegnato un valore limite d’esposizione professionale europeo (ad esempio il clorodifluorometano, l’1- metossi-2-propanolo, 1,2,3-trimetilbenzene, acetato di 1-metilbutile, acetato di 3- amile, seleniuro di idrogeno, 2-metossimetiletossi-propanolo, acetato di terz-amile ecc…).
E’ stato inoltre attribuito un punteggio minore a quelle sostanze non classificabili come pericolose per via inalatoria e/o per contatto con la pelle/mucose e/o per ingestione, ma in possesso di un valore limite d’esposizione professionale (ad esempio biossido di carbonio).
Infine, è stato attribuito un punteggio anche per le sostanze e i preparati non classificati come pericolosi, ma che nel processo di lavorazione si trasformano o si decompongono emettendo tipicamente degli agenti chimici pericolosi (ad es. nelle lavorazioni metalmeccaniche, nelle saldature, nelle lavorazioni con materie plastiche, ecc…).
Questa modalità di attribuzione di un punteggio a sostanze o preparati inseriti in un processo risulta chiaramente più complessa ed indeterminata. Questo è un caso in cui non è possibile dare un peso certo alle proprietà tossicologiche di queste sostanze e miscele (polimeri, elastomeri, leghe, ecc..), le quali, di per se stesse, non presentano un pericolo all’atto della normale manipolazione o utilizzazione.

La difficoltà di attribuzione di un punteggio a questi impieghi è dovuto all’impossibilità di prevedere con certezza quali agenti chimici pericolosi si sviluppino durante il processo, per il fatto che la termodinamica e le cinetiche di reazione relative alla trasformazione siano poco conosciute o le reazioni non siano facilmente controllabili.

Tuttavia è stato deciso di attribuire comunque un punteggio anche in questa fattispecie, diversificandolo in funzione della conoscenza degli agenti chimici che si prevede possano svilupparsi nel processo, dando ovviamente un punteggio più elevato per quelli pericolosi per via inalatoria rispetto alle altre vie d’assorbimento.
E’ stato fornito un punteggio maggiore per i processi ad elevata emissione di agenti chimici rispetto a quelli a bassa emissione.
Infatti la saldatura è caratterizzata da una emissione di agenti chimici pericolosi presenti nei fumi molto più elevata rispetto allo stampaggio delle materie plastiche; a sua volta lo stampaggio delle materie plastiche può avvenire sia ad alte temperature (260°C) che a basse temperature (80°C) con diverse velocità di emissione.

Il punteggio minimo non nullo è stato attribuito alle sostanze e ai preparati non classificati e non classificabili in alcun modo come pericolosi e non contenenti nessuna sostanza pericolosa neanche come impurezza.

VALUTAZIONE IN EXCEL RISCHIO CHIMICO CON METODO MOVARISCH AGGIORNATO AL NUOVO CLP

MOVARISCH


VALUTAZIONE RISCHIO CHIMICO IN EXCEL MOVARISCH NUOVO CLP
È stato aggiornato il modello MoVaRisCh per la valutazione del rischio chimico secondo quanto proposto dai gruppi tecnici delle Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia alla quale il nostro modello in excel si attiene.
Il calcolo del rischio chimico secondo quanto proposto dal nuovo Clp, pienamente in vigore a partire dal 1 Giugno 2015, e' possibile mediante il nostro foglio di calcolo assistito in Excel.
Presente una tabella di conversione frasi da R ad H
Presente un database di 2212 sostanze chimiche con una proposta di corrsipondenti frasi H per sostanza chimica.
Il metodo di calcolo avviene in excel.

UN ESEMPIO DI STAMPA DEL NOSTRO FOGLIO EXCEL LO TROVI CLICCANDO QUI

Dettagli...

VALUTAZIONE IN EXCEL RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO

RISCHIO CANCEROGENO MUTAGENO

Abbiamo realizzato un semplice applicativo in excel per valutare il rischio CANCEROGENO E MUTAGENO ai sensi dell'art. 236 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i e linee guida dell’ISPRA
Il calcolo avviene in Excel.

Dettagli...

OFFERTA TUTTO COMPRESO

movarisch inforisk excel

Puoi avere tutte le offerte presenti sul nostro sito e altro ancora ad un prezzo scontatissimo e limitato nel tempo.
Approfitta della nostra offerta e ricevi il tutto direttamente via mail

COMPRESO NELL'OFFERTA AL PREZZO SUPER SCONTATO

VALUTAZIONE IN EXCEL RISCHIO CHIMICO PER LA SALUTE CON METODO MOVARISCH AGGIORNATO AL NUOVO CLP IN EXCEL
VALUTAZIONE IN EXCEL RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO IN EXCEL
VALUTAZIONE IN EXCEL RISCHIO CHIMICO PER LA SICUREZZA CON METODO ISPRA-MIRC AGGIORNATO AL NUOVO CLP IN EXCEL
VALUTAZIONE IN EXCEL DEL RISCHIO VIDEOTERMINALE IN EXCEL
VALUTAZIONE IN EXCEL DEL RISCHIO ESOGENO ED ENDOGENO RISCHIO RAPINA IN EXCEL
VALUTAZIONE IN EXCEL DEL RISCHIO ERGONOMICO POSTURALE NEL LAVORO SEDENTARIO IN EXCEL
VALUTAZIONE IN EXCEL DEL RISCHIO CUTANEO DELLE RADIAZIONI SOLARI IN EXCEL
VALUTAZIONE IN EXCEL DEL CONFORT MICROCLIMATICO IN EXCEL
VALUTAZIONE IN EXCEL RISCHIO ATEX CON METODO INAIL (POLVERI E GAS) IN EXCEL
SCHEDE RISCHI FASI LAVORATIVE EXCEL CREATOR IN EXCEL
MODULO RILEVAZIONI INFORTUNI E NEAR MISS IN EXCEL
ANALISI STATISTICA IN EXCEL INFORTUNI IN EXCEL
VALUTAZIONE POSTURALE IN EXCEL MEDIANTE METODO RULA Rapid Upper Limb Assessment IN EXCEL
VALUTAZIONE STRESS LAVORO CORRELATO OGGETTIVO EXCEL
VALUTAZIONE AMIANTO IN EXCEL
VALUTAZIONE VIBRAZIONI MANO BRACCIO IN EXCEL
VIBRAZIONI CORPO INTERO IN EXCEL
IN OMAGGIO:
TABELLA ADEMPIMENTI CANTIERE IN EXCEL
AUDIT AZIENDALE IN EXCEL
CHECK LIST POS IN EXCEL
RACCOLTA DI DIVERSI CRONOPROGRAMMI LAVORI IN EXCEL
CALCOLO COSTI SICUREZZA IN EXCEL
VALUTAZIONE IN EXCEL DEL RISCHIO BIOLOGICO IN EXCEL

SCHEMA FORMAZIONE UTILIZZO ATTREZZATURE PARTICOLARI IN EXCEL
VERIFICA CONTENUTO CASSETTA PRIMO SOCCORSO IN EXCEL
VERIFICA REQUISITI FORMATORE IN EXCEL

Dettagli...

VALUTAZIONE RISCHIO CHIMICO IN EXCEL M.I.R.C (Valutazione per la sicurezza)+MoVaRisCh (Valutazione per la salute)


Proponiamo, ad un prezzo scontato, Il foglio Excel per eseguire il calcolo della valutazione per la Salute mediante metodologia MoVaRisCh
e il foglio di calcolo, sempre in excel, per la valutazione del rischio chimico per la sicurezza mediante metodologia M.I.R.C.
Entrambi i fogli di calcolo sono nell'ottica di adeguamento al Regolamento n° 1272/2008 (CLP).

Dettagli...

VALUTAZIONE IN EXCEL DEL RISCHIO VIDEOTERMINALE


Abbiamo realizzato un semplice applicativo in excel per valutare l'adeguatezza delle postazioni videoterminali rispetto ai requisiti minimi riportati nell'allegato XXXIV del D.Lgs. 81/08.
La valutazione avviene in Excel.

Dettagli...

VALUTAZIONE IN EXCEL DEL RISCHIO ESOGENO ED ENDOGENO RISCHIO RAPINA


Abbiamo realizzato un semplice applicativo in excel per valutare il rischio rapina endogeno ed esogeno come da linee guida abi.
La valutazione avviene in Excel.



Dettagli...

VALUTAZIONE IN EXCEL PER LA SICUREZZA DEL RISCHIO CHIMICO METODO M.I.R.C

È stata proposta dall’autorevole istituto francese INSR una metodologia di valutazione del rischio chimico ed in particolare è l’elaborazione matematica del confronto emerso fra 100 diversi scenari di rischio ed i relativi pareri dati da 31 esperti di igiene industriale e medici del lavoro dei servizi pubblici francesi di prevenzione dei rischi professionali.

Evaluation du risque chimique – hiérarchisation des risques potentiels" a cura di Vincent F. Bonthoux e C. Lamoise “Cahiers de notes documentaires – Hygiène et sècurité du travail"

Tale metodologia è diffusa anche in ambito Italiano.
Per poter operare con numeri di dimensione più agevole e per consentire una maggior discriminazione tra situazioni che potrebbero apparire tutte attestate ad un basso livello di esposizione è stata introdotta la forma logaritmica:

IRC = log 10 (D-1) + log 3.16 (E-1)


Si calcola così un valore numerico chiamato Indice di rischio chimico (IRC) per
ogni agente chimico, con questo indice si entra nella matrice MIRC e si determina il livello di rischio.
Questa procedura è stata applicata ad ogni operazione facente parte del ciclo produttivo ed interessata dalla presenza di agenti chimici e per ogni agente chimico, distinguendo i pericoli per la salute da quelli per la sicurezza.

Il presente foglio di calcolo analizza i pericoli per la sicurezza mentre per quelli per salute è uso diffuso in italia utilizzare la metodologia MoVaRisCh (Maggiori info qui sul nostro foglio di calcolo per la salute in excel MoVaRisCh )

Il foglio di calcolo proposto e' nell'ottica di adeguamento al Regolamento n° 1272/2008 (CLP)

Dettagli...

VALUTAZIONE IN EXCEL DEL RISCHIO ERGONOMICO POSTURALE NEL LAVORO SEDENTARIO


Abbiamo realizzato un semplice applicativo in excel per valutare il rischio ergonomico posturale nel lavoro sedentario.
La valutazione avviene in excel.

Dettagli...

VALUTAZIONE IN EXCEL DEL CONFORT MICROCLIMATICO


Abbiamo realizzato un semplice applicativo in excel per valutare il rischio microclima in ambienti moderati con il calcolo degli indici PMV e PPD dedotti dal modello di Fanger
Il foglio di excel formato 2007 com Macro permette di effettuare la valutazione del comfort microclimatico negli ambienti di lavoro Moderati secondo quanto stabilito dall'Allegato IV del D.Lgs. 81/08, dalla UNI EN ISO 7730.
La valutazione avviene in excel.

Dettagli...

SCHEDE RISCHI FASI LAVORATIVE EXCEL CREATOR


CREA LA SCHEDA VALUTAZIONE DEI RISCHI IN AMBIENTE DI LAVORO TRAMITE FOGLIO DI CALCOLO ASSISTITO IN EXCEL.
A tale scopo abbiamo realizzato un semplice modulo compilabile in excel dove sia possibile creare le proprie schede fasi lavorative tramite procedura assistita e calcolo della magnitudo del rischio.
Selezionando il rischio viene proposta automaticamente la procedura/ interventi/ prescrizioni per attenuare il rischio.

E' possibile fare la valutazione del rischio con calcolo PxD CON RESTITUZIONE AUTOMATICA NUMERICA E GRAFICA DELL'ENTITA DEL RISCHIO.
RISCHI CON RELATIO INTERVENTO DI ATTUAZIONE GIA' INSERITI NEL DATABASE EVENTUALMENTE IMPLEMENTABILI DALL'UTENTE CON NUOVI RISCHI:

Cesoiamento e Sciacciamento
Elettrocuzione
Ustioni
Vibrazioni HAV
Vibrazioni WBV
Scivolamento e Cadute
Radiazioni non Ionizzanti
Investimento di persone o cose
Esplosione di bombole
Smottamento pareti scavi
Punture,ferite,tagli,abrasioni
Impigliamento e trascinamento
Incendio
Annegamento Proiezine materiale incandescente
Sepellimento/Sprofondamento
Rumone
Movimentazione manuale dei carichi
Caduta dall'alto
Calore, Fiamme, esplosione
Getti e schizzi
Bitume
Urti, colpi, compressioni
Inalazione polveri e fibre, gas e vapori
Caduta di materiale dall'alto
Rischio Biologico
Olii minerali e derivati
Contatto con materiali allergeni
Cedimenti parti meccaniche
Defragazione
Proiezione di schegge
Movimenti e sforzi ripetitivi Stress psicofisico
Affaticamento visivo
Microclima


Dettagli...

ANALISI STATISTICA IN EXCEL INFORTUNI

Abbiamo realizzato un utile applicativo in excel per l'analisi statistica degli infortuni.
Permette di inserire gli infortuni aziendali di un anno analizzando nell'insieme il "peso" della Forma di Accadimento, dell'agente materiale coinvolto, della causa di infortunio, della sede e e natura della lesione.

E' inoltre possibile analizzare statisticamente gli infortuni degli ultimi cinque anni visualizzando i valori numerici e grafici della frequenza, Incidenza, durata media, gravità e peso degli infortuni.



Nell’immediatezza dell’evento, qualora le cause dell’infortunio possano continuare a rappresentare un rischio di infortunio per altri lavoratori, il dirigente/preposto/capo reparto ha la responsabilità di prendere adeguate contromisure per eliminare il rischio di infortunio, tale contromisure possono comprendere anche la delimitazione dell’area, il fermo della macchina/impianto non conforme.
Si definisce incidente un evento casuale, inaspettato ed indesiderato che può degradare una situazione ed in particolare provocare un danno alle persone, cose, impianti, attrezzature, strutture.
Gli incidenti possono provocare infortuni che non prevedono l’assenza dal lavoro, ma solo l’attivazione del servizio interno del primo soccorso.
Fermo restando gli indici regolamentati da norme specifiche (UNI 7249 – dicembre 1995 “Statistiche degli infortuni sul lavoro) e art 53 D.lgs 81/08, in questo documento sono stati trattati altri possibili indicatori, utili per monitorare l’andamento degli infortuni al fine di gestire le eventuali azioni correttive per il miglioramento continuo

Gli scopi derivanti dall’applicazione di questa procedura sono:
Fare aumentare l’osservanza delle norme di sicurezza generali ed aziendali da parte dei lavoratori sul luogo di lavoro.
Implementare la sorveglianza sui comportamenti imprudenti e pericolosi.
Richiamare i lavoratori all’osservanza delle procedure di sicurezza.
Definire le responsabilità relativa all’applicazione di questa procedura.
Definire le modalità di registrazione dei comportamenti imprudenti e pericolosi.
Avere a disposizione dati registrati da utilizzare per analisi e statistiche finalizzate alla prevenzione degli infortuni.



Dettagli...

VALUTAZIONE DELLO STATO DI CONSERVAZIONE STRUTTURE IN CEMENTO AMIANTO

Algoritmo di valutazione in excel dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto e nel contesto in cui sono ubicate.
Sono presenti 2 Valutazioni (Algoritmo regione Lazio e Lombardia).
Il presente protocollo ha lo scopo di fornire uno strumento operativo per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto ed è utile al fine di indirizzare le conseguenti azioni di monitoraggio e/o di bonifica che sono a carico del proprietario dell’immobile e/o del responsabile dell’attività che vi svolge.

La valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto è effettuata tramite l’applicazione dell’Indice di Degrado (I.D.) ed è condotta attraverso l’ ispezione del manufatto.

CONTIENE DUE FOGLI DI VALUTAZIONE IN EXCEL


Dettagli...

Algoritmo in Excel per la valutazione del rischi in ambiente di lavoro mediante metodologia di calcolo VERSAR

Per quanto riguarda l’amianto in matrice friabile, non abbiamo algoritmi predisposti da particolari Enti in Italia, ma ci si può rifare all’indice Versar sviluppato dalla società americana Versar (Springfield, Virginia), che ha introdotto nel 1987 un sistema di valutazione del rischio, basato su un modello bidimensionale, per la definizione delle priorità di intervento.
Successivamente il metodo è stato adottato dall’E.P.A. ed accettato dall’ISPESL .

La valutazione del degrado è lo strumento indispensabile per indicare lo stato di fatto di un manufatto contenente amianto, ed individua l’eventuale possibilità di rilascio di fibre dovute al degrado chimico-fisico della matrice con la quale l’amianto è legato.
Criteri di valutazione del rischio Versar

Il metodo è applicabile a vari tipi di materiali contenenti amianto, sia friabili, sia compatti, presenti all’interno di ambienti confinati. Gli indicatori considerati fanno capo a due distinte tipologie di parametri: fattori di danno e fattori di esposizione.
A ciascun parametro viene attribuito un punteggio stabilito in modo da limitare la variabilità dovuta alla soggettività del rilevatore.
La valutazione deve essere condotta distintamente per ciascun locale o area con caratteristiche omogenee dell’edificio esaminato.


Le sei zone del grafico VERSAR corrispondono a sei tipi di azioni:

1. nessun intervento immediato;
2. monitoraggio periodico;
3. restauro (incapsulamentoo o confinamento) delle aree più danneggiate;
4. rimozione in accordo con i programmi di ristrutturazione e manutenzione dello stabile;
5. rimozione prima possibile;
6. rimozione immediata.

Dettagli...

Algoritmo in Excel per la valutazione del rischi lavorazioni di smaltimento e bonifica dell'amianto


Il presente foglio di calcolo permette la Valutazione del Rischio di Esposizione ad AMIANTO ed stato redatto conformemente a quanto previsto dal Titolo IX, Capo III (Protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto) del Decreto Legislativo 81/08 e s.m.i, che prescrive le misure per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti a tale rischio.

Come previsto dall’art. 248 del D.Lgs. 81/08, prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, il sottoscritto datore di lavoro adotterà, anche chiedendo informazioni ai proprietari dei locali, ogni misura necessaria volta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto d'amianto.


Dettagli...

Algoritmo in Excel per la valutazione del Rischio Elettrico

Valutazione semplificata mediante metodologia Inail del rischio da impianti elettrici e organi di collegamento mobili

Per la gestione del rischio elettrico il D.lgs. 81/08 prevede che il datore di lavoro effettui una valutazione del rischio tenendo conto delle caratteristiche specifiche del lavoro, dei rischi presenti nell’ambiente di lavoro e delle condizioni di esercizio prevedibili.
È necessario distinguere il caso in cui l’esposizione al rischio elettrico derivi dalla presenza o dall’uso di apparecchi o impianti, dal caso in cui si debba operare direttamente su parti attive di impianti elettrici non protette mediante isolamento, o “vicino” ad esse.
Nel primo caso, i lavoratori sono considerati utenti generici degli impianti e delle apparecchiature messi loro a disposizione, che dovrebbero risultare sicuri in quanto realizzati a regola d’arte.
In una fase iniziale, pertanto, il compito del datore di lavoro sarà quello di garantirsi che le sorgenti di rischio elettrico rese disponibili ai propri lavoratori siano progettate, costruite ed installate a regola d’arte, in conformità alle norme applicabili, tenendo conto proprio delle caratteristiche del lavoro, della classificazione degli ambienti e delle condizioni di rischio specifiche, nonché delle possibili condizioni di esercizio.
Per far ciò dovrà avvalersi della documentazione, delle dichiarazioni di conformità e delle altre attestazioni espressamente previste dalla legge. Dovrà altresì verificare che, pur in presenza di tali documenti e attestazioni, gli impianti, gli apparecchi e gli organi di collegamento mobile non presentino vizi palesi all’atto della messa in servizio e siano idonei alle effettive condizioni di installazione e di impiego.
Il livello di sicurezza così conseguito dovrà poi essere mantenuto mediante la formazione generale dei lavoratori e l’adozione di opportune procedure di uso e manutenzione, nonché mediante l’effettuazione di verifiche e controlli periodici.
Nel caso in cui si debba operare direttamente su parti attive non protette di impianti elettrici, o “vicino” ad esse, per gestire adeguatamente il rischio elettrico sono indispensabili la formazione specialistica dei lavoratori, l’adozione di specifiche procedure di lavoro e di idonei dispositivi di protezione collettivi ed individuali, secondo quanto prescritto dalle leggi e dalle norme tecniche applicabili.



FINALITÀ DELLO STRUMENTO Il presente strumento di supporto ha una finalità VALUTATIVA. Esso è costituito da una lista di controllo utilizzabile per effettuare la verifica dell’adozione delle adeguate misure di sicurezza ai fini della gestione del rischio da impianti elettrici e organi di collegamento mobili. L’aver spuntato SI o NON APPLICABILE (NA), a tutte le affermazioni della lista di controllo significa ritenere di aver soddisfatto tutti i requisiti e le misure applicabili previsti dallo strumento di supporto.

Dettagli...

Algoritmo in Excel per la valutazione del Rischio esplosione Atex in presenza di Polveri e Gas


Il presente foglio di calcolo permette la Valutazione del Rischio di Esplosione Atex in presenza di Polveri e gas
Art. 290 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106
VALUTAZIONE DEL RISCHIO ATMOSFERE ESPLOSIVE (Procedura INAIL) IN EXCEL (2 fogli di calcolo)


La valutazione del rischio specifico è stata effettuata ai sensi della normativa italiana vigente:
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".
La valutazione del rischio derivante da atmosfere esplosive, riportata di seguito, è stata eseguita tenendo conto dei seguenti elementi:
- probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive;
- probabilità che le fonti di accensione, comprese le scariche elettrostatiche, siano presenti e divengono attive ed efficaci;
- caratteristiche dell'impianto, sostanze utilizzate, processi e loro possibili interazioni;
- entità degli effetti prevedibili.
La metodologia è di tipo qualitativo e prevede la determinazione del rischio in funzione della probabilità di accadimento dell'esplosione e dell'eventuale danno procurato sia sotto il profilo della salute che della sicurezza dei lavoratori.
Infatti, l'entità del rischio R è definita come prodotto tra la Probabilità P che si verifichi un determinato evento e la magnitudo del Danno D che tale evento, una volta verificatosi, può determinare.



Dettagli...

Algoritmo in Excel per la valutazione del Rischio esplosione Atex in presenza di Gas


Il presente foglio di calcolo permette la Valutazione del Rischio di Esplosione Atex in presenza di gas.
Art. 290 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106
VALUTAZIONE DEL RISCHIO ATMOSFERE ESPLOSIVE (Procedura INAIL) IN EXCEL


La valutazione del rischio specifico è stata effettuata ai sensi della normativa italiana vigente:
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".
La valutazione del rischio derivante da atmosfere esplosive, riportata di seguito, è stata eseguita tenendo conto dei seguenti elementi:
- probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive;
- probabilità che le fonti di accensione, comprese le scariche elettrostatiche, siano presenti e divengono attive ed efficaci;
- caratteristiche dell'impianto, sostanze utilizzate, processi e loro possibili interazioni;
- entità degli effetti prevedibili.
La metodologia è di tipo qualitativo e prevede la determinazione del rischio in funzione della probabilità di accadimento dell'esplosione e dell'eventuale danno procurato sia sotto il profilo della salute che della sicurezza dei lavoratori.
Infatti, l'entità del rischio R è definita come prodotto tra la Probabilità P che si verifichi un determinato evento e la magnitudo del Danno D che tale evento, una volta verificatosi, può determinare.



Dettagli...

Algoritmo in Excel per la valutazione del Rischio esplosione Atex in presenza di Polveri


Il presente foglio di calcolo permette la Valutazione del Rischio di Esplosione Atex in presenza di Polveri
Art. 290 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106
VALUTAZIONE DEL RISCHIO ATMOSFERE ESPLOSIVE (Procedura INAIL) IN EXCEL


La valutazione del rischio specifico è stata effettuata ai sensi della normativa italiana vigente:
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".
La valutazione del rischio derivante da atmosfere esplosive, riportata di seguito, è stata eseguita tenendo conto dei seguenti elementi:
- probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive;
- probabilità che le fonti di accensione, comprese le scariche elettrostatiche, siano presenti e divengono attive ed efficaci;
- caratteristiche dell'impianto, sostanze utilizzate, processi e loro possibili interazioni;
- entità degli effetti prevedibili.
La metodologia è di tipo qualitativo e prevede la determinazione del rischio in funzione della probabilità di accadimento dell'esplosione e dell'eventuale danno procurato sia sotto il profilo della salute che della sicurezza dei lavoratori.
Infatti, l'entità del rischio R è definita come prodotto tra la Probabilità P che si verifichi un determinato evento e la magnitudo del Danno D che tale evento, una volta verificatosi, può determinare.



Dettagli...